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Il puzzle della foto del baciamano al Capra che sta facendo il giro del mondo

Il puzzle della foto del baciamano al Capra che sta facendo il giro del mondo
ggi5 La foto di Moro di Marco Belpoliti, ed. Nottetempo, 2008, 24 p. Un libro minuscolo e bellissimo. La lettura della foto più angosciante della Prima Repubblica (Aldo Moro sotto la stella a cinque punte delle Brigate Rosse) curata da un maestro della fotografia. Ha ragione, caro Direttore, chi ha scritto sul suo giornale (Pasqualino Placanica, ndr) che la cattura di Giorgi a San Luca si gioca sull’interpretazione delle immagini e sulla loro resa emotiva, su quello che comunicano, su quello che addirittura provano.

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Analizziamo con calma due fotogrammi, tratti entrambi dalle immagini che i Carabinieri hanno diffuso della cattura del “topo” Giorgi, nascosto in un buco di casa sua da chissà quanti anni. Si sa la crisi dell’industria della comunicazione porta le forze di polizia a produrre in proprio i filmati da mandare in onda sulle TV, facendo risparmiare l’invio di costose troupe. Una cosa discutibile, ma generalizzata, con tanto di logo.

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La prima sequenza è quella trasmessa subito dopo la brillante operazione. Non era facile prendere Giorgi ed il quasi quarto di secolo di latitanza lo dimostra. Non sto a discutere se fosse il quinto o il decimo della lista dei ricercati più pericolosi d’Italia. Lo sanno anche i bambini che appena un latitante di peso è localizzato qualcuno cura l’upgrading del soggetto nella lista presso il ministero dell’Interno, ottenendo che il catturando scali l’hit parade in prossimità delle manette. Niente di grave, funziona così da molti anni, dicono addetti ai lavori di livello.

Non si deve trascurare che il primo “lancio” era staro un poco fiacco. Lo scarso appeal per le cose di mafia è dimostrato dal crescente disinteresse per libri, manifestazioni, convegni e fiaccolate varie. E’ chiaro che il mondo dell’informazione non si era entusiasmato alla notizia della cattura di tal Giorgi per giunta inteso “A Capra”, non proprio un nome da parterre de roi.

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Proprio mentre i telegiornali ed i giornali on-line (ad eccezione di qualche isolato supporter) stavano archiviando la notizia ecco che spuntano altri fotogrammi. Quelli del baciamano. Qui la questione cambia, i riflettori si accendono e la polemica divampa.

Cosa hanno di particolare questi fotogrammi, facilmente reperibili on line ed in tutti i siti? Il logo dell’Arma dei carabinieri è misteriosamente scomparso.  Quasi che qualcuno, riguardando tutte le immagini di quella cattura, anche quelle non mandate onda, abbia scorto in quegli ultimi frammenti un’occasione insperata per riaprire la questione e tornare a parlare del boss sanluchese. E ci è riuscito.

I titoletti sono diventati titoloni, gli articoli sono diventati articoloni, Giorgi un boss dal potere enorme, la cattura un evento epocale. Ma come capita a tutti gli apprendisti stregoni l’alambicco ha finito per distillare anche veleni.

Solo ieri sera, in una trasmissione televisiva di punta (Di Martedì di Giovanni Floris) due comici di successo hanno lanciato bordate caustiche su quanto capitato. E certo, perché quelle nuove immagini mettevano nei guai proprio i carabinieri che si erano guardati bene dal diffonderle.

Quel Giorgi senza manette, sereno, colloquiale, attorniato da militari in divisa nient’affatto tesi o preoccupati, ha dato l’impressione di uno Stato sbracato, poco professionale, di un presa in carico del latitante quasi citofonata. Ovviamente niente di più sbagliato e falso. Ma le immagini giocano brutti scherzi, sono un materiale difficile da maneggiare, richiedono grandi capacità comunicative.

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Luca e Paolo su LA7 sono stati sferzanti.
La colpa, sia chiaro, non è dei carabinieri. Sono una forza di polizia democratica e civile. Preso Giorgi hanno adottato le precauzioni che la situazione richiedeva ed erano tranquilli che tutto fosse in ordine. Come sempre fanno gli uomini e le donne delle forze di polizia di un paese democratico e civile hanno consentito a Giorgi di salutare i propri cari e qualche esaltato vicino di casa. Accade sempre e dovunque, dicono addetti ai lavori di livello. E’ la ragione per cui i carabinieri o i poliziotti italiani sono amati da tutti e rispettati dai mafiosi. Sono professionisti dal volto umano. Un vanto del paese.

E’ allora? Chi ha combinato il pasticcio del secondo round di fotogrammi? Chi ha fatto circolare la seconda sequenza di immagini, quelle del bacio? Dico l'immagine da cui è scomparso il logo dell'Arma e che quindi l'Arma non ha diffuso. Verrebbe da pensare qualcuno ben inserito negli apparati o forse no. Forse è stata una semplice leggerezza. O forse la voglia di incrementare un tesoretto di popolarità. I risultati sono comunque evidenti: Giorgi è diventato un superboss pronto per il carcere duro, i carabinieri si sono beccati le sferzate dell’umorismo televisivo nazionale, la Calabria è apparsa come la terra dei soliti servi pronti a baciare la mano al capomafia di turno e la foto del baciamano ce la ritroveremo in tutti i servizi ed i reportage sulla ndrangheta in mezzo mondo. Insomma un bel pasticcio.
Avessero letto le 24 pagine di Belpoliti starebbero stati più attenti.

*Tutte le foto di questo servizio sono tratte da google e in esse figura sempre il logo dell'Arma che le ha scattate e diffuse. Su google NON esiste, invece, una sola foto del bacio contrassegnata col logo dei carabinieri. Siccome al momento del blitz non risulta ci fossero fotoreporter privati e siccome la foto del bacio non è stata ufficialmente diffusa dall'Arma, resta il mistero: chi e perchè l'ha fatta uscire?